– Leonardo Da Vinci, Annunciazione, 1472-75, olio e tempera su tavola, Firenze, Galleria degli Uffizi –

Non c’è nessuna terza gamba! L’unico mistero visibile è la tranquillità.
La luce leggera avvolge i corpi e si espande nel creato, quasi a ricordare che Colui, attraverso Maria, viene nel mondo. La natura circostante esulta, una nuova alba si vede all’orizzonte
L’arte è anche questo. Ma soprattutto Leonardo è unico.

Leonardo ci lascia sognare, sarebbe un peccato fermarsi solamente a guardare, mentre si guarda un opera di Leonardo bisogna obbligatoriamente chiedersi il perché. La Dama con l’ermellino, realizzata introno al 1488 ed il 1490, l’opera è un olio su tavola ed è conservata a Cracovia, presso il castello del Wawel.

E’ un ritratto di una dama del XV secolo, raffigurata a tre quarti, nonostante il corpo sia direzionato verso sinistra lei si volta a guardare verso destra, qui Leonardo attua un rinnovo, la posizione in cui è ritratta la fanciulla è una novità assoluta.

Lei tiene in mano un ermellino, simbolo della purezza, qualcosa attira l’attenzione dell’animale, qualcosa lo conduce a guardare verso destra, forse getta lo sguardo proprio dove guarda la fanciulla.

Ma la grandezza di Leonardo è nella resa della profondità dei personaggi, la dama vuole sorridere e forse lo fa proprio in riferimento a ciò che sta osservando. Leonardo riesce a raffigurare grazie alla resa della mimica facciale, lo stato d’animo dei personaggi.
Alle spalle della figura un fondale nero, questo accentua e mette in risalto la dama, la luce, proveniente da destra, modella il viso della donna e il corpicino dell’animaletto. Indossa un abito non molto in voga a corte, ma elegante, indossa una collana di perle nere, i capelli sono coperti da un velo scuro, scendono solamente dietro con una lunga treccia, che si intravede lievemente alle spalle.

La donna, secondo le fonti, è Cecilia Gallerani, amante del Signore di Milano, Ludovico il Moro, ma c’è un piccolo dibattito in merio all’identità, forse la dama è un allusione alla congiura nei confronti di Galeazzo Maria Sforza, la donna potrebbe essere la figlia Caternia e la collana di perle nere rimanda al lutto paterno, in questo caso l’ermellino, perde la simbologia di purezza e rimanda al blasone di Giovanni Lampugnani, autore dell’omicidio. Quest’opera rinnovò il tema della ritrattistica nell’area lombarda.

La fama porta ad avere un grande seguito alle spalle, i grandi artisti del passato oltre ad avere una folta cerchia di committenti possedevano in bottega un gran numero di apprendisti, Leonardo da Vinci possedeva un grande seguito, diversi pittori hanno imparato lo stile e seguito le impronte del grande genio;

Leonardo da Vinci - Autoritratto

Leonardo da Vinci durante la permanenza milanese (1480 – 1500) entrò nelle grazie del Duca di Milano Ludovico il Moro, che lo volle come artista di corte, Leonardo ebbe dunque maggiore rilevanza, era molto ricercato dalla committenza civile ed ecclesiastica. Da li a poco tempo il genio fu attorniato da diversi giovani volenterosi pronti ad imparare il mestiere, era la generazione dei giovani lombardi che la critica riconosce come “leonardeschi”.

Pala dei tre Arcangeli - Marco d'Oggiorno

Il nuovo stile pittorico di Leonardo crebbe e attirò interesse fra la committenza, diversi maestri presenti in Milano sentendosi sminuiti da questa nuova ondata artistica scelsero di aggiornarsi al nuovo stile o di cambiare piazza cercando fortuna altrove, mentre le giovani leve decisero di restare ad imparare. Fra i leonardeschi va menzionato: Bernardino Luini, Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiorno, Ambrogio De Predis, Francesco Melzi, Gian Giacomo Caprotti. Essi rimasero ben ancorati alla lezione di Leonardo non riuscendo ad eguagliare o superare il maestro, ma diffusero lo stile in ogni regione ove si sviluppò la propria carriera artistica.

Francesco Melzi - Vertumno e Pomona

San Sebastiano - Bernardino Luini

San Sebastiano – Bernardino Luini