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Due volti dell’amore

L’amore è uno dei temi più frequenti nelle opere d’arte, ogni artista ha espresso questo sentimento in maniera molto soggettiva, spesso ripercorrendo la filosofia o il pensiero a lui contemporaneo; ripercorrere la storia dell’amore è come camminare nella storia dell’uomo. L’amore, da sempre, è quella forza che da ordine e che muove le cose, lascia sognare ad occhi aperti, supera i confini temporali, ognuno lo ha trovato in cose differenti, ma ciò che accomuna tutti è la forza benefica sprigionata da questo sentimento.

Il primo amore è quello di Adamo ed Eva, i genitori dell’intera umanità, il loro amore viaggia nei secoli assieme alla produzione artistica, Albrecht Durer raffigura la coppia in un dipinto ad olio, datato 1507, oggi conservato presso il Museo del Prado di Madrid. Il pittore li ritrae nudi, proprio alla lettera di quanto raccontato nella Genesi, Adamo ha in mano un ramo su cui è appesa la mela, il frutto proibito; Eva guarda al suo sposo e con la mano sinistra afferra la mela con l’intenzione di staccarla dall’albero, attenzione la mela non è attaccata ad un ramo, ma alla bocca di un serpente, simbolo del maligno ingannatore. Le figure sono monumentali, Durer riproduce la bellezza del corpo, riprendendo i canoni della classicità; esalta le due figure ponendole in primo piano, il fondale nero accentua ulteriormente i due corpi.

Albrecht Dürer, Adamo ed Eva, 1507, olio su tavola, 209×80 cm, Museo del Prado, Madrid

Il pittore veneto Tiziano nel 1515 dipinge il celebre Amor sacro e Amor profano, olio su tela conservato a Roma presso la Galleria Borghese, l”opera piena è di simboliche allegorie,

Tiziano, Amor sacro e Amor profano, 1515, Olio su tela, Galleria Borghese, Roma

La bellezza si apre ai nostri occhi, un panorama campestre fa da sfondo ai protagonisti posizionati in primo piano, il centro è occupato da un sarcofago marmoreo di fattura classica, solo che qui non c’è nessun defunto ma dell’acqua, ecco come il pittore affianca due allegorie: la morte simboleggiata dall’imponente sarcofago e la vita dalla freschezza dell’acqua;  le due componenti segnano il corso naturale della vita di un individuo. L’amorino, simbolo dell’eros, posto al di la della struttura, arrampicatosi sul sarcofago immerge il braccio nell’acqua, ecco in questo istante l’inserimento dell’amore.

Alla destra e sinistra del piccolo amorino alato due figure femminili, simili nelle fattezze estetiche, ma differenti nell’abbigliamento: a sinistra la fanciulla vestita con un abito cinquecentesco, ella simboleggia l’amore spirituale, a destra trova posto la fanciulla svestita, coperta solo da un fascio di tessuto bianco, ella è la personificazione dell’amore carnale, in cui domina la passione; dunque Tiziano divide e bilancia la passione amorosa, innalza questo sentimento. anche qui vi è la ripresa del repertorio classico, i corpi ripercorrono quell’armonia viva nella statuaria greco-romana.

 

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