Il fascino della scultura romantica

Ho avuto la fortuna di visitare la mostra sul Romanticismo, allestita presso Gallerie d’Italia a Milano. Evento di grande bellezza e caratterizzato da grande fascino.
Mentre osservavo le opere ho subito pensato a tutti gli artisti che hanno occupato un gradino all’interno di questo grande panorama, e ho intravisto un legame fra le diverse opere, che ad occhio nudo possono sembrare diverse e lontane, mentre invece sono vicine. Queste, sono unite dal peso dell’interiorità e dalla forza dei sentimenti.

Le sculture, opere a tutto tondo a grandezza umana, raccontano e mostrano, ognuna in maniera singolare, il sentimentalismo. La Psiche abbandonata di Pietro Tenerani è una fanciulla che attende il vero amore, che è diverso da quello a cui è stata destinata. Questa attesa è anche una sosta, che sa di malinconia e speranza.

Pietro Tenerani, Psiche abbandonata, 1816

La paziente speranza è riscontrabile nella Fiducia in Dio di Lorenzo Bartolini

Lorenzo Bartolini, La fiducia in Dio, 1833-1836

La donna è stanca, sembra aver perso le forza fisica e mostra l’idea del senso di abbandono. Ma questo è l’aspetto esteriore, perché interiormente, nello spirito, la donna ha forza in quanto il suo animo è fiducioso nell’intervento del divino.
Dalla quiete all’azione il passo è breve, il Masaniello di Alessandro Puttinati è la prova. L’eroe, figlio del popolo, non teme il pericolo, perché guidato da sentimenti nobili e giusti. Il valoroso Masaniello nonostante le origini è imponente e chiama alla rivolta. Oltre ai valori interiori, l’opera è anche una metafora, cioè rappresenta la volontà di riscatto di un popolo oppresso dalla dominazione straniera.

Alessandro Puttinati, Masaniello, 1846
Precedente L'isola dei morti di Arnold Böcklin Successivo Dalla parte del territorio