L’isola dei morti di Arnold Böcklin

La pittura, nel corso del tempo, non ha sempre manifestato felicità e tranquillità. Al suono della parola quadro, la nostra mente ci proietta colori caldi e luminosi. Alcune volte il pensiero corrisponde alla realtà, altre volte no. Per quest’ultimo caso è bene parlare di pittura simbolista, più da vicino di Arnold Böcklin. Famoso pittore svizzero, autore dell’Isola dei morti, tela divenuta un cult della pittura mondiale. Di questo immenso capolavoro, Böcklin ne realizzò cinque copie

Arnold Böcklin, L’isola dei morti, 1880, olio su tela, 111×155 cm, Basilea, Kunstmuseum (prima versione).

L’isola, a prima vista, ci porta a pensare ad una roccaforte inespugnabile, ad un luogo non facilmente raggiungibile. O forse non raggiungibile da tutti. Il soggetto si apre all’osservatore con estrema leggerezza. Osservando bene, si intravedono degli edifici ubicati proprio all’interno delle cavità rocciose. Questi luoghi, si affacciano su un ampio spazio aperto, simile ad un atrio naturale, dove il pittore ha collocato degli alti cipressi. Proviamo ad immaginare la vista dell’isola da lontano, si riuscirebbero a vedere i grandi alberi, con le loro chiome fitte, dai quali fuoriesce il senso di mistero.

Qualcuno però, ha appena finito di attraversare il mare e sta per approdare sull’isola. Il rematore ha trasportato l’individuo nel luogo dell’ultimo viaggio.

Molto interessante è l’effetto dall’accostamento dei colori scuri ai colori chiari, il quale mette in risalto l’isola.
L’opera racchiude senza ombra di dubbio un significato prettamente metaforico, difatti è considerata come il pilastro della pittura simbolista. Sulla tela, noi, non facciamo altro che rivivere l’aspetto interiore e nascosto, meglio dire ombrato, di Arnold Böcklin.

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