Vizi e virtù, due mondi a confronto

Lorenzo Lotto, Allegoria della Virtù e del Vizio, 1505, National Gallery of Art, Washington

La virtù e il vizio da sempre sono l’uno la contrapposizione dell’altro. Questa divisione ci riporta e per alcuni versi si ricollega, con le celebri contrapposizioni del mondo.: luce e oscurità, bene e male, ragione e istinto.
Lorenzo Lotto, ai lati di un tronco di albero, su cui è poggiato lo stemma araldico del vescovo Bernardo de’ Rossi, che funge da divisore, colloca i due mondi contrapposti: a sinistra la virtù e a destra i vizi. Per rappresentarli si serve delle allegorie.

Il piccolo puttino, protagonista dell’allegoria della virtù, è chinato su degli arnesi posti per terra, troviamo degli oggetti geometrici, degli strumenti artistici, un cartiglio, dei libri, un flauto di Pan. L’essere celestiale è attento alla pratica e all’utilizzo di questi strumenti, attuando un lavoro intellettuale. Il personaggio allegorico, è incorniciato da una paesaggio verdeggiante collinare e da un cielo incontra uno spiraglio di luce solare.

A destra, nel mondo dei vizi, troviamo un satiro disteso sul prato verde, gonfio di vino e circondato da anfore. Racchiude in se l’allegoria del vizio e della sregolatezza. La cornice paesaggistica cambia, un’atmosfera di penombra è calata sugli alberi e sul prato, la luce dello scenario precedente non arriva. Questo particolare simboleggia l’offuscamento dell’intelletto, quindi quando nell’essere umano prevalgono i vizi, al piacere limitato segue la tristezza.

Lorenzo Lotto, maestro della pittura rinascimentale veneta, dipinge e riporta sulla tela i diversi influssi pittorici, che in senso lato costituiscono il grande pregio della pittura veneta del ‘500: l’influenza della pittura nordica e dei contemporanei toscani. Altro particolare è la partecipazione del paesaggio al racconto.

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