Modigliani che passione / parte 1

Montmartre sarebbe vuota senza la figura singolare di Amedeo Modigliani (1884 – 1920), un genio della pittura del Novecento, molto stimato dai grandi del suo tempo, una star per molti giovani di oggi. Modigliani, o Modì come lo chiamavano i suoi contemporanei, è facile da riconoscere, le sue opere, i suoi volti e le sue figure sono inconfondibili.

Dopo la formazione nel 1906 si stabilisce nella capitale francese, la Parigi del primo Novecento era il maggiore centro di elaborazione artistica d’Europa, i galleristi e collezionisti, sfornavano e sovvenzionavano talenti; Modigliani ebbe la fortuna di incontrare lungo il percorso Paul Alexandre, giovane mecenate, che contribuì alla crescita artistica di Modì.

Nelle opere di questo periodo si può avvertire l’influenza della pittura di Picasso, ovvero quelle opere malinconiche e solitarie, le quali caratterizzano il “periodo blu” del pittore spagnolo. Un’opera di Modigliani questo periodo è il Suonatore di violoncello. Nell’opera in primo piano, posizionato a tre quarti verso destra, vediamo un uomo che suona un violoncello.

L’uomo è solo, ed è rapito dalla musica dolce del suo strumento. Modigliani si stacca dai canoni di bellezza comuni, preferisce la forma sintetica, il braccio, le mani, il volto, divengono semplici forme colorate segnate da una forte linea di contorno. Tale particolarità ci riporta a Gauguin, al quel sintetismo pittorico che caratterizzò il periodo post impressionista.
Altra nota importante è la sfera emotiva, racchiusa nel musicista, che balza agli occhi dell’osservatore nonostante semplici; questa interiorità la percepiamo grazie ai colori freddi e all’atmosfera di penombra.

Amedeo Modigliani, Suonatore di violoncello, 1909, olio su tela, 75,5 x 59,5, collezione privata.
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