Passa un treno di Giuseppe de Nittis

La giornata di due contadine è già iniziata da un pezzo, il campo è il loro luogo di lavoro e lo conoscono alla perfezione, la loro solitudine è momentaneamente interrotta dal passaggio di un treno, il quale ha lasciato una grande nube di fumo bianco lungo il tragitto già percorso.
Abbiamo qui difronte una tela di Giuseppe De Nittis (Barletta 25 febbraio 1846 – Saint-Germain-en-Laye 21 agosto 1874), un’opera molto importante e soprattutto di grande valore figurativo: lui ha riportato su tela un’ambiente della quotidianità, chissà quante volte lo avrà visto.

Due realtà, contemporanee e diverse, sono riportate su tela: il mondo campestre con i contadini, mondo di lentezza e sudore quotidiano, affianco all’innovazione e alla velocità rappresentata dal treno che corre lungo i binari. Con questo De Nittis sottolinea la continua trasformazione del mondo che lo circonda. Un paesaggio con due volti: in alto un cielo grigio, in basso un campo dalle tinte gialle e verdi; dai colori percepiamo l’inverno e la rigidità della stagione.

De Nittis realizza i suoi lavori guardando i soggetti dal vero, inoltre negli anni in cui è stata dipinta quest’opera, all’incirca nel 1880, guarda all’esperienza artistica della Scuola di Barbizon, a quel gruppo di pittori che andarono a costituire la corrente paesaggista del realismo francese.

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