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L’Adorazione dei Magi di Stefano da Verona esempio di Gotico Internazionale

Stefano da Verona, Adorazione di Magi, 1434, tempera su tavola, 47×42 cm, Milano, Pinacoteca di Brera

Regalità, questo è il termine che viene in mente osservando questo capolavoro di Stefano da Verona, un’opera realizzata nel 1434, che su due piedi potremmo definire “tarda”, confrontandola alle innovazioni presenti nei paralleli capolavori realizzati da Piero della Francesca.

L’Adorazione dei Magi riflette il gusto tardo gotico, in primo piano, adagiati al di sotto di una capanna in legno, la Vergine Maria tiene seduto sulle sue gambe il Bambino Gesù, a lato sono presenti sant’Anna e san Giuseppe. Difronte alla Sacra Famiglia, i tre Magi che porgono i doni e adorano il Messia.

E’ bella la gestualità che lega il piccolo Gesù ai tre Magi: il più anziano dei Magi, in ginocchio porge il dono, il Bambino interagisce toccandolo, l’altro sta per togliersi la corona ed a seguire l’esempio di chi lo precede.
Dietro ai Magi un corteo di gente è giunto davanti alla capanna, si intravedono i cavalli bardati, e altre persone giunte al seguito dei tre uomini venuti dall’Oriente. Stefano da Verona, in una spazialità intuitiva, inserisce lo sfondo, dietro si intravedono i pastori e altra gente si incammina verso la capanna.

Non c’è ancora un approfondito studio dello spazio, infatti le figure sono addossate l’una sull’altra, la profondità è data da un lieve senso ascensionale, dunque fa leva lo spazio intuitivo.

Non sono tralasciati i particolari, come le decorazioni presenti sugli abiti, la ricchezza del colore dorato, presente nelle corone e nei tessuti. Ciò lega l’opera alla tradizione del tardo gotico.

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