Il fiabesco nell’arte: Il mattino di Philipp Otto Runge

Il romanzo fiabesco affascinava il pubblico dell’Ottocento, specialmente le storie che a metà racconto incontravano scenari fantasiosi e dunque il tema attirava e coinvolgeva numerosi lettori, fra cui anche diversi artisti. Alla del Settecento e per quasi tutto l’Ottocento, diversi pittori ritrarranno scene, episodi, fantasiosi, i quali vengo tratti da racconti o dalla pura fantasia personale.
Durante il periodo romantico in Germania il genere fiabesco poggia sulle antiche leggende, in cui vi era il mondo regale fatto di principi e principesse, streghe e maghi, folletti e fate, ma anche di simboli e allegorie.

Philipp Otto Runge (Wolgast 1777 – Amburgo 1810) è un esponente, potremmo dire, della “pittura fiabesca”, ma non solo l’arte lo vuole come uno dei maggiori interpreti della pittura romantica tedesca. E’ un luminare del suo campo, oltre ad essere pittore è anche un pensatore, di lui restano le teorie sul significato dei colori.

Philipp Otto Runge, autoritratto, 1802-03, Amburgo, Kunsthalle

Le sue opere sono il frutto dell’unione di diverse componenti artistiche ed interiori: poesia, musica, sentimenti. Essenziale per la pittura romantica è il “simbolo”. Tale idea simbolica in lui resta in un grande lavoro, intitolato I momenti del giorno, ovvero la descrizione simbolica delle quattro fasi del giorno, di cui solo Il Mattino è completa, delle altre restano i bozzetti.

Philipp Otto Runge, Il Mattino, olio su tela, 1808, Amburgo, Kunsthalle

Runge si muove nella fantasia, anzi genera la fantasia, per il pittore il mattino non è altro che “sconfinata illuminazione dell’universo“, l’atmosfera del giorno che inizia è coronata da diverse figure, ricordano gli amorini presenti all’interno delle pitture rinascimentali.
La donna al centro è sovrastata dal ciglio che si apre alla vita. La forte luce, crescente e rischiarante verso l’alto, illumina la scena, è la luce del nuovo giorno ma anche la luce del divino, Runge intreccia la spiritualità cristiana con l’immaginazione fantasiosa e terrestre.
La luce è il filo conduttore all’interno dell’opera, la conoscenza del simbolo guida all’interpretazione del contenuto.