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Paesaggi onirici di Paul Delvaux

Paul Delvaux (Antheit, 23 settembre 1897 – Furnes, 20 luglio 1994) è folgorato dalla pittura di Magritte e dalle composizioni metafisiche di Giorgio De Chirico, questa esperienza è alla base della su pittura surrealista.

Scenari da sogno si aprono davanti ai nostri occhi, in Aurora il pittore da prova di aver appreso la lezione surrealista: in un paesaggio quasi spettrale quattro donne, metà albero e metà umane, circondano una piccola base in pietra, su cui sopra è posto un nastro bianco con uno specchio da cui si intravede parte del seno di un’altra donna posta difronte.

Paul Delvaux, Aurora, 1937, Venezia, Peggy Guggenheim

Gli scenari sono privi di movimento non c’è azione da parte dei personaggi ritratti, le quattro donne-albero sembrano dei manichini, ma in sostanza ciò che conta è aver varcato la soglia della realtà. Nella Venere dormiente l’atmosfera è la stessa, anche qui le figure umane sono poste in primo piano intorno alla lettiga su cui è distesa la dea Venere che dorme. Il tema centrale anche qui è la fase onirica, la dea dorme e Delvaux rappresenta ciò che in quel preciso istante lei sogna, a sinistra uno scheletro dialoga con una donna vestita in abiti moderni, a destra una donna nuda in maniera molto espressiva si rivolge al gruppo di sinistra, dietro in secondo piano ritroviamo altre donne nude ed angosciate.

Paul Delvaux, Venere dormiente, 1944, Londra, Tate Modern.

Tutto svolge all’interno di un atrio antistante a degli edifici classici, i quali nell’insieme ricordano le città ideali umanistiche. Oltre al silenzio nelle opere l’altra componente è quella enigmatica, le composizioni raccontano qualcosa di misterioso incomprensibile ai semplici occhi di chi osserva e dunque sta alla fantasia dell’osservatore trovare un nesso logico, qual’ora vi fosse.

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