Sei solo e guardi le stelle, potrebbe essere il titolo di un romanzo o un titolo di un film romantico, ma potrebbe essere anche Vincent Van Gogh e senza ombra di dubbio lui un cielo stellato lo avrà sicuramente visto. La Notte Stellata il celebre olio su tela del 1889 conservato al Museum of Modern Art di New York è fra le opere più belle di tutti i tempi.

Van Gogh, Notte stellata, 1889, olio si tela, 73,7×92,1 cm. New York, The Museum of Modern Art

La sera è oramai scesa su Saint-Rémy-de-Provence e sul paesaggio circostante, mentre gli abitanti sono nelle rispettive dimore, Van Gogh osserva da lontano il capolavoro naturale che in quel preciso istante sta sbocciando: la divina armonia della notte si mostra con la dolce luce delle stelle.

Vincent segue la maniera impressionista, ovvero osserva e dipinge ciò che il suo occhio vede, ma qualcos’altro rimbalza fuori e contribuisce alla stesura del dipinto: l’immaginazione originatasi dall’interiorità e questo lo apprendiamo dalle linee e dai colori giallo e blu chiaro che assieme nel cielo creano un vortice soprannaturale. Inoltre si serve della marcata linea di colore nero per contornare le case, i monti, gli alberi.

Sono oramai lontani gli anni dell’Impressionismo, ciò che viene raffigurato non più ciò che sembra, perché le linee, i colori, raccontano qualcosa di più profondo.

L’Assunta di Tiziano suscita grande meraviglia ancora oggi, questo capolavoro pittorico venne mostrato al pubblico per la prima volta nel 1518 ed è conservato a Venezia nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari.

Un senso ascensionale caratterizza l’opera, tale particolare è sottolineato dalla Vergine Maria, raffigurata al centro al di sopra delle nuvole e accerchiata da una moltitudine di angeli. In alto Dio Padre, circondato dalla luce dorata, con le braccia aperte attende la Vergine Maria. In basso gli apostoli, in uno stato di agitazione, osservano l’evento miracoloso. In secondo piano lo sfondo varia, in basso al di sotto delle nubi, si scorge il grigio del cielo, mentre al di sopra ritroviamo il dorato, questo particolare ci aiuta a capire la differenza fra la sfera terrena e quella celeste divina.

Tre registri, disposti in maniera ascensionale, costituiscono l’opera. Ma c’è ancora dell’altro perché Tiziano nella realizzazione guarda ai grandi del suo tempo come Michelangelo e Raffaello, questo è provato dalle figure di grandi dimensioni e di impostazione classica, ma anche dal colore ben collocato; dunque un ulteriore grazia è data da questi particolari che legano i personaggi e la scena ad un forte realismo. Tiziano conosce questi due celebri contemporanei solo in maniera indiretta.