Pittura Salentina: Una pregiata tela del Tiso nella Chiesa Matrice a Latiano

La tela raffigurante l’Assunta il Vescovo Kalefati la cita in “navicula septentrionali sub secundu arcu”[1], sul quarto altare della navata di sinistra e la riporta scrivendo: “Imago Adsumption B. Mariae Vriginis in Coelum…tela depicta ab Orontio Tiso sacerdote Lyciensi[2].

Nel 1792 l’altare fu demolito per la costruzione della Cappella del Santissimo Sacramento (Fig. 39a) e la tela dunque fu momentaneamente posta nella sagrestia, per poi essere posizionata sulla parete di sinistra dell’area presbiterale. Si potrebbe ipotizzare che l’altare riprendesse lo stile artistico presente sugli altari (di cui resta solo il dossale), ovvero pietra leccese dipinta.

L’opera fu eseguita in seguito al rifacimento degli altari avvenuto nel 1778 e dunque l’arco di tempo di realizzazione va dal 1778 al 1785.

Nella tela latianese il centro della composizione è la Vergine Maria, che siede su delle nuvole come un trono, intorno a Maria, posizionati sotto i piedi, alla destra e al fianco sinistro, degli angeli accompagnano l’ascesa al cielo. In alto a destra e sinistra, si intravedono dei volti di piccoli angeli, tutti rivolti verso l’alto, dove si intravede la colomba dello Spirito Santo. La Vergine volge lo sguardo verso l’alto e allarga le braccia, compiendo la torsione del busto. Le braccia seguono il senso ascensionale, che va da sinistra verso destra, inoltre le gambe, scendenti in basso a destra, mettono in evidenza posizione diagonale assunta dalla figura.

Dal braccio di sinistra scende lungo sule gambe un manto di colore blu, il quale non rompe dal punto di vista cromatico con l’arancio e il grigio presenti nella veste indossata dalla Vergine Maria, dunque Tiso da equilibrio ai colori, anche la veste gialla indossata dall’Angelo posizionato a sinistra della Vergine Maria, non si distacca dalle tonalità.

Il tema dell’Assunta ricorre molto di frequente nella produzione di Oronzo Tiso, la tela di Latiano è molto simile all’omonima conservata nella Chiesa dell’Immacolata di Casarano, a quella conservata nella Cattedrale di Oria e a quella ubicata in Santa Maria della Pietà di Lizzanello[3].

Nell’Assunta dell’Immacolata di Casarano (Fig. 39b), la Vergine è rappresentata nella stessa posizione della Vergine latianese, il senso ascensionale delle braccia è lo stesso. Alcune differenze sono presenti negli angeli posti in basso, nella tela di Casarano l’Angelo adulto di sinistra regge il trono di nubi, solo che rispetto a quello presente nella tela di Latiano il quale è raffigurato di spalle, viene raffigurato rivolto in avanti mentre sorregge il trono. Nella tela latianese, alla destra della Vergine, Tiso inserisce tre piccoli angeli, mentre nella tela di Casarano ritroviamo un Angelo adulto con lo sguardo rivolto verso Maria. Altra piccola differenza fra le due tele è che nella tela casaranese ritroviamo altri piccoli Angeli seduti davanti ai piedi della Vergine, particolare non riscontrato nella tela latianese, eccetto per un piccolo Angelo seduto all’estremità di destra della nuvola.

L’Assunta di Casarano secondo D. Pasculli, viene realizzata intorno al 1765: “anno riportato nel cartiglio della cornice (Assupta est Maria in caelum caudent angeli et laudantes benedicunt 1765)”[4].

Maggiore assonanza figurativa si ha con la tela dell’Assunta conservata nella sagrestia della Cattedrale di Oria (Fig. 39c), la figura nella postura è molto simile a quella presente nella tela latianese, unica differenza è che nella tela di oritana in alto, al di sopra della Vergine, il Tiso inserisce il gruppo della SS. Trinità: a sinistra Gesù Cristo, al centro la Colomba dello Spirito Santo, a destra Dio Padre, rappresentati mentre pongono sul capo di Maria la corona. Altre differenze sono il colore verde del manto che scende da destra verso sinistra, la stessa veste della Vergine qui è rosacea, la veste dell’angelo è ocra con un manto rosso; la tela forse risale alla seconda metà del XVIII secolo.

In Santa Maria della Pietà a Lizzanello l’Assunta, (Fig. 39d) la Vergine nell’impostazione figurativa riprende la tela di Latiano, unica differenza è che qui ritroviamo in alto il gruppo della SS. Trinità, secondo D. Pasculli, si tratta di “una fedele replica dell’analogo soggetto nella Cattedrale di Oria” [5].

di Domenico Ble

RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonti:

[1] Santa Visita Pastorale di Mons. Alessandro Maria Kalefati, 1785, Archivio Vescovile Oria, Visite pastorali, coll. prov. Trascrizione a cura di Salvatore Settembrini.

[2] Ibidem.

[3] Pubblicate da Mimma Pasculli Ferrara in Oronzo Tiso…

[4] M. Pasculli Ferrara, 1976, p. 104.

[5] Ibidem., p. 246.

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