Un zig zag di linee e colori si muove sulla tela, un miscuglio provocato dall’artista che intende raccontare, era il 1912 quando Boccioni dipinse Elasticità, al suono di questo termine noi subito pensiamo alla molla e magari nella nostra mente riproduciamo il suono “bang, bang”, perché si dai in buona sostanza una molla la allarghi, la stringi, la annodi.

Umberto Boccioni, Elasticità, 1912, Milano, Civico Museo d’Arte Contemporane

Boccioni qui ha qualcosa da raccontarci: prende un cavallo e lo riporta sulla tela, bene qui arriva il bello, perché scompone in tanti parti l’animale, ma attenzione lo proietta nello spazio. L’idea accademica della rappresentazione qui non ha spazio, perché le regole prospettiche perdono ogni senso e valore, in quanto noi il cavallo posiamo vederlo da qualsiasi punto di vista, quindi Umberto Boccioni nonostante il disordine apparente delle linee, crea un ordine.

L’opera Materia del 1913 sembra un esplosione, riusciamo ad intravedere il volto della e le dita del soggetto raffigurato, la parte restante è affidata al movimento delle linee. All’apparenza non sembrerebbe la madre dell’autore.

Entrambe le tele mostrano l’influenza stilistica del cubismo sul futurismo.

Umberto Boccioni, Materia, 1913.

Il 19 maggio alle ore 15.00 sul canale Youtube dell’Associazione Culturale “Good Morning” verrà pubblicato il documentario sui Riti della Settimana Santa a Latiano, si tratta di un elaborato realizzato da me,  Antonio Gioia e mio fratello Dario, attraverso l’unione delle nostre capacità e competenze personale abbiamo realizzato questo elaborato.

Sentivamo la necessità di dover “documentare” l’atmosfera che avvolge, anche se ogni individui la vive in maniera prettamente personale,  tutta la Settimana Santa. Abbiamo focalizzato l’obiettivo su ogni aspetto: da quello liturgico, a quello sociale, fino a giungere a quello artistico.  Queste testimonianze noi le abbiamo ereditate e abbiamo il diritto di conservarle per il futuro.

 

Torno a scrivere in questo mio spazio, vi parlo dell’attività politica che quotidianamente cammina con l’arte. Riflettevo sul senso dell’impegno e sull’importanza di questo, impegnarsi non è mai sbagliato. Prendersi cura, farsi promotore di un idea è nobilita in un certo senso l’attivista. C’è tanto da dover fare e l’unica cosa che manca sono i collaboratori, è triste dirlo ma oggi giorno è cosi, spesso si è soli davanti ad un’idea.

Ho riscontrato un’altra cosa, non tutti leggono, attenzione non ho detto non sanno leggere; dico questo perché in questi ultimi anni ci si affida troppo al passaparola, non ci si sforza di andare a ricercare e a constatare se ciò corrisponde al vero o al falso, dunque manca quella volontà che negli anni passati nel campo politico e culturale c’era.

C’è bisogno di maggiore impegno, le cose non cambiano dall’oggi al domani ma col tempo, l’impegno vero non porta con se la bacchetta magica, ma i mattoni per costruire. Invito i tanti ad impegnarsi politicamente e culturalmente, sentiamo ci protagonisti e mettiamo in movimento le nostre idee. Ciò che possiamo fare oggi è fondamentale per domani.