La vita raccontata da Friedrich

Noi non ci accorgiamo di nulla perché i momenti belli, i tanti volti ci distraggono dallo scorrere del tempo. Lo strano percorso della vita è fatto da tappe, alcune obbligatorie, altre meno. Il pittore Caspar David Friedrich (Greifswald, 5 settembre 1774 – Dresda, 7 maggio 1840) in un suo dipinto ci racconta di questo viaggio compiuto dall’uomo. L’opera si intitola L’età della vita, risale al 1835 ed è conservata al Museum der Bildenden Kunse di Lipsia.

Lo scenario è onirico, la luce leggera pian piano abbandona il creato, lentamente giunge la sera e con se porta i ricordi. Le grandi navi poste in secondo piano e quasi in penombra, sono ferme, in questo modo il pittore da rilievo a quanto accade in primo piano. Non è un paesaggio qualunque, sulla costa un uomo anziano si avvicina verso il giovane che lo chiama, seduti a terra dei bambini giocano con spensieratezza, la madre da vicino li guarda, magari cercando di non farli bisticciare.

Su due piedi sembrerebbe una normale famiglia e invece non è cosi, Friedrich riassume la vita attraverso tre figure: l‘anziano uomo affaticato che con l’aiuto del bastone lentamente avanza, il giovane impaziente di non aspettare invita a fare in fretta, i bambini ingenui e felici giocano con una piccola bandiera. L’opera rispecchia i canoni del romanticismo tedesco: Friedrich racconta e si serve dei simboli  diviene portatrice di simboli, secondo Giulio Briganti:

“..Friedrich vedeva non con gli occhi, ma attraverso gli occhi, quasi fossero una finestra aperta sull’aspetto più vero, segreto e significante delle cose..”

Il pittore ci dona la sua vista, l’ha immaginato così la sua esistenza, l’ha raccontata a noi in maniera semplice ed efficace, servendosi di colori che non distraggono l’osservatore, ma che stimolano alla contemplazione. Importante è il legame fra uomo e natura, lo stesso che il pittore esalta perché la natura riesce ad esprimere in meglio l’interiorità.

I commenti sono chiusi.