Iconografia dei Martiri, come leggere le immagini.

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La storia attraverso le immagini, invito tutti voi a guardare bene ogni singola rappresentazione. Le immagini sono la prima forma di «aiuto» per la comprensione, sicuramente la scrittura mostra maggiore efficacia, ma pensate un po’ a all’uomo nel medioevo,  che non sapeva leggere e scrivere, in questo caso c’erano le immagini a comunicare. La Chiesa si serviva delle immagini per comunicare i messaggi i maniera chiara ed efficace; dunque nelle rappresentazioni grafiche nulla è li per caso.

Il tema è quello dei martiri, ovvero coloro che hanno dato la vita per la fede. Come vengono rappresentati?

Fisicamente e con dei simboli, alcuni dei quali presenti in tutte le raffigurazioni, altri prettamente legati alla specifica figura del martire rappresentato. Prima di entrare nello specifico è doveroso tener conto, ai fini di una buona analisi iconografica, delle fonti che l’artista ha preso come base per la realizzazione della specifica opera. Le notizie sui Martiri giungono per la prima volta con la Storia Ecclesiastica di Eusebio, scritta intorno al IV secolo. Nel medioevo si diffonde ampiamente una letteratura su questo tema, gran parte dei racconti mostrano un carattere fantasioso. Il fondamento delle storie è che i martiri sopravvivono a diverse torture senza patire dolori, solo il colpo di spada finale pone fine alla vita.

Individuiamo tre simboli: il nimbo, la palma e la corona

«..Osservando come vengono rappresentati i santi vediamo che il nimbo a volte appare come un cerchio o un disco d’oro, a volte una corona raggiata..»  (cit., Chiara Frugoni, La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo)

Il nimbo compare per la prima volta nell’antichità classica greca e romana, negli individui appartenenti ad una sfera ultraterrena; il cristianesimo adotta questa convenzione: il nimbo sottolinea la santità dell’individuo.

Anche la corona giunge dalla cultura classica, l’incoronazione era un atto di consacrazione ad un dio;  la regalità veniva dagli dei. Questa tradizione che legava la divinità all’uomo è riscontrabile anche nella tradizione ebraica.Con il cristianesimo la corona diviene simbolo di regalità e di gloria. La corona posta sulla tomba dei martiri esprimeva l’onore, a loro riservato dalla Chiesa, e la gloriosa ricompensa che sarebbe toccata nell’aldilà.

Francisco de Zurbarán, Sant’Apollonia, olio su tela, XVII sec.,

La palma simboleggia il trionfo, nell’antica Grecia ai vincitori dei giochi veniva donato un ramo di palma. La stessa dea della Vittoria era adornata dalle foglie di questa è pianta. Inoltre tengono in mano i rami di palma gli eletti posti davanti al trono dell’agnello, stando a quanto riportato da San Giovanni nell’Apocalisse. La palma era collocata sulle tombe dei primi cristiani e principalmente simboleggiava la vita eterna. Dal IV secolo il significato diventa unico: la vittoria dei martiri su chi li ha torturati.

Spinello Aretino, San Lorenzo Martire, XIV sec.,

Altri simboli vengono associati alla figura del martire, questi appartengono e ricordano eventi, episodi prettamente legati alla figura dell’individuo.