Boccioni, pittore d’azione.

Umberto Boccioni è questo i luogo delle tue visioni? Tu cantavi il futuro, guardavi al di la, l’esaltazione del progresso, la velocità, la folla, la macchina, la città industrializzata, questi erano i tuoi temi, eri fra coloro che cantavano la bellezza del futuro, tutto ciò che veniva dal passato, le vecchie impostazioni, non avevano senso e non potevano conciliarsi con il tua visione del mondo.

Umberto Boccioni nel 1914

Agli inizi del secolo, a Milano, c’eri anche tu, avevi ventisette anni quando nel ’09, assieme ad altri giovani pittori rivoluzionari, firmasti il Manifesto dei pittori futuristi; fu questa mossa a confermare la chiarezza  idee, volevi cambiare il panorama nazionale, vecchio ed impolverato. Nel ’10 lo riconfermasti con il Manifesto tecnico della pittura futurista, il dado era tratto, ora c’era una base solida da cui partire.

Umberto Boccioni, La città che sale, 1910-11, olio su tela, Museum of Modern Art, New York.

La città che sale, la senti ancora la forza di quel vortice, quella gente che va e che viene, quel fracasso prodotto dai mezzi di trasporto sembrava una perfetta melodia, eppure dentro quel dolce caos vedesti la nascita di qualcosa che da li a poco sarebbe subito giunto.

Umberto Boccioni, Rissa in galleria, 1910, olio su tela, Pinacoteca di Brera, Milano.

Eri un artista d’azione, amavi la provocazione, soprattutto se messa in pratica in quei luoghi del passato che tanto disprezzavi, a teatro o in galleria. Il tuo interventismo ti spinse volontario in guerra, il movimento futurista proseguì per la sua strada, tu non facesti ritorno.

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