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La stella di Basquiat

di Domenico Ble

“..Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita..”

Più chiaro di così non si può, Basquiat (1960-1988) non dipinge mica per farsi una clientela o per essere osannato dalla critica, dipinge perché nei colori trova il megafono per raccontare la società che lo circonda. Vivere a Brooklyn significa vivere nel mezzo del cuore cosmopolita newyorkese, con le varie etnie che condividono gioie e sapori e che non sempre riescono a conciliarsi.

https://www.youtube.com/watch?v=Cj5PFvc7xMc

I suoi graffiti, analizzandoli bene, parlano della sua formazione culturale ovvero la strada. Alla fine degli anni ’70 inizia ad inondare ogni vicolo di New York con le scritte sui muri poi con graffiti, tutti autografati con l’acronimo SAMO, nome del gruppo che condivide assieme all’amico Al Diaz;

siamo negli anni più belli, quelli in cui nasce la favola di Jean-Michel Basquiat, gli anni in cui si apre un piccola porticina nel panorama artistico americano.

Decide di vivere di arte, abbandona quella poca certezza che gli consente di reggersi, per vivere d’artista. Inizia a produrre, ma un giorno, come caso una sua opera passò sulle mani di Andy, Andy Warhol. Qui inizia un nuovo capitolo di vita, una fortuna inaspettata che lo porterà ad entrare nel paradiso della Factory.
Nuova gente, molto facoltosa, politici, artisti della musica e del cinema, serate e club contorneranno e daranno vita al nuovo mondo di Basquiat.
La piccola luce è divenuta una stella, ora è un nome dell’arte americana, avere Andy Warhol alle spalle significa divenire, da un giorno all’altro ma questione di tempo, un’icona.
Inizia a partecipare alle prime manifestazioni artistiche di New York, nell’80 partecipa alla retrospettiva dal nome New York/New Wave.

Warhol e Basquiat

Proprio negli anni ’80 negli Stati Uniti raggiunge i massimi livelli il fenomeno artistico della street art e Basquiat è fra i protagonisti. Bisogna constatare che il graffitismo non è più legato alla strada perché diverse opere ora hanno trovato posto in delle gallerie, dunque la street art desta interesse e ha un pubblico.

Mona Lisa, 1983, collezione Johnson Chang

Il genio creativo di Jean-Michel Basquiat risiede nelle sue opere, frutto di un mescolamento artistico che dalla forma definita passa alla forma sintetica e primitiva, i suoi lavori ci raccontano la società in tutte le sue sfaccettature, quella società vista con gli occhi personali e globali, i miti del nuovo millennio, i volti noti del passato, sono assecondati da delle scritte disordinate ma che all’interno dell’opera creano un ordine. Osservando bene la sua pennellata non possiamo non ricordare l’esperienza europea di inizio ‘900 dell’espressionismo, ma anche quella dell’espressionismo astratto degli anni ’50.

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