Polittico Stefaneschi di Giotto

Polittico Stefaneschi, fronte

Si tratta di una delle più belle opere realizzate da Giotto (Vespignano, 1267 circa – Firenze, 8 gennaio 1337), si tratta del Polittico Stefaneschi, opera realizzata mediante la tecnica della tempera su tavola, dipinta intorno al 1320, oggi conservata presso la Pinacoteca Vaticana a Roma.

L’opera è strutturata in tre sezioni, ed è dipinta sul fronte e sul retro, si riscontra la presenza della predella. Nella parte frontale, nella sezione centrale è raffigurato San Pietro in trono con ai lati degli angeli e dei santi, in ginocchio, ai piedi della cattedra, due uomini, quello a sinistra è il committente dell’opera, ovvero il Cardinale Jacopo Caetani Stefaneschi, che offre al principe degli apostoli il polittico. Nelle sezioni laterali del polittico trovano posto i santi Andrea, Giacomo, Giovanni Evangelista e Paolo. Le figure sono tutte inserite al disotto di arcate a sesto acuto, tipiche dello stile architettonico gotico, i santi sembrano inseriti all’interno di nicchie, mentre san Pietro in trono è posto al disotto di una arco a sesto acuto trilobato; al di sopra si aprono dei piccoli rosoni lobati su cui sono inseriti delle figure rappresentati profeti e angeli.

Polittico Stefaneschi, fronte
Polittico Stefaneschi, fronte

Nel retro, sempre al di sotto della stessa impostazione architettonica, Giotto inserisce nel pannello centrale Cristo in trono, attorniato dalle schiere angeliche, particolare è il baldacchino sotto cui siede Cristo, il quale stilisticamente riprende il gusto del tempo, nel pannello di sinistra ritroviamo il Martirio di San Paolo, mentre il quello di destra la Crocifissione di Pietro. I tre pannelli tematicamente sembrerebbero indipendenti e invece sono uniti fra loro, perché la parola del Messia e il sangue dei Martiri sono la roccia su cui poggia la Chiesa. Nella predella, al centro la Vergine in trono con il Bambino, seguono a sinistra e destra gli Apostoli.

Polittico Stefaneschi, fronte
Polittico Stefaneschi, fronte

Nel polittico è ormai lontana l’influenza bizantina, tranne per quanto riguarda il fondale dorato, simbolo della dimensione celestiale ultraterrena, ma lo stesso dorato è li anche per simboleggiare la regalità del posto in cui il polittico era sposto, in principio era collocato sull’altare maggiore della Basilica di San Pietro in Vaticano.

Polittico_stefaneschi_retro-2

Giotto dimostra l’abile maestria nella raffigurazione dei corpi, ma soprattutto dei volti, dai quali si nota la reale espressività, soprattutto nelle scene di martirio, in cui il sentimento dolore è reso in maniera assolutamente realistica.

Si racconta che la parte frontale, simboleggiante la Chiesa nel potere spirituale, fosse rivolta verso l’assemblea dei fedeli, mentre la parte posteriore, narrante il fondamento della Chiesa, fosse rivolta verso l’area presbiterale; dunque davanti a noi abbiamo un opera da un valore unico.