Il sogno di Pablo Picasso

Quando chiudiamo gli occhi inizia un nuovo viaggio, un nuovo mondo si apre intorno a noi, lentamente ci incamminiamo e senza esitare proseguiamo, è la sensazione onirica che solleva da terra e ci conduce in una realtà parallela. Mentre sogniamo non ci rendiamo conto di cosa facciamo, non ci accorgiamo della postura, perché noi sostanzialmente non ci siamo siamo e non possiamo guardare. Pablo Picasso (Málaga, 25 ottobre 1881Mougins, 8 aprile 1973) in un’opera ritrae una donna nell’atto del rapimento onirico, l’opera è intitolata proprio Il sogno, si tratta di un olio su tela datato 1932, oggi conservata a New York presso una collezione privata.

Il sogno, 1932, olio su tela, 130×97 cm, collezione privata di Steven A. Cohen, New York

Il sogno, 1932, olio su tela, 130×97 cm, collezione privata di Steven A. Cohen, New York

La tela emana serenità, la fanciulla è seduta su una poltrona, poggia il capo sulla destra, accenna un sorriso di tranquillità, oramai è penetrata nell’altra dimensione, Picasso riesce a descrivere la sensazione di piacere che si prova mentre si agisce nella fase onirica. Non è un’opera complessa dal punto di vista tecnico-figurativo, qui non è Picasso degli anni del cubismo, avvertiamo subito il sintetismo che ruota intorno alla composizione, delle linee curve originano il corpo della fanciulla, il volto non è altro che la metà di un ovale, il taglio centrale forma il naso, delle esili linee di colore nero e grigio segnano gli occhi e le ciglia; i capelli  gialli, seguono il movimento della testa. Le braccia poggiano sui braccioli e cadono in avanti, le mani si sfiorano fra loro

Picasso inoltre associa alla postura della fanciulla, il movimento ondulato della collana e la lieve inclinazione della poltrona verso sinistra. Sullo sfondo, a destra, una tenda decorata con ricami che riproducono de rombi con all’interno dei fiori, sulla sinistra del legno. Sono passati venti anni e forse più, ma l’opera ci riporta ai Fauves, il sintetismo, i colori giocosi ed acesi ci portano dritto da Henri Matisse; il maestro spagnolo ripercorre e mette in pratica la sua esperienza, non dobbiamo dimenticare che Picasso ha vissuto tanti anni, ha comunicato attraverso i vari linguaggi figurativi e attraverso di essi ha dato prova alla sua grande genialità artistica.

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