Pillole d’Arte: Gli affreschi del Sancta Sanctorum.

A Roma c’ è un luogo che non sempre trova la giusta collocazione per quanto concerne il panorama artistico nazionale, si tratta della Chiesa di San Lorenzo in Palatio ad Sancta Sanctorum.

Sancta Sanctorum ovvero “Santo dei Santi“, questo temine è legato alla cultura ebraica, ovvero il termine indicava il luogo situato all’interno del Tempio di Gerusalemme dove veniva custodita l’Arca dell’Alleanza, a Roma, chiaramente nella circostanza cattolica, all’interno del  luogo di culto vennero custodite diverse reliquie importanti per il credo cristiano.

Ma tralasciando l’aspetto religioso, all’interno è presente un pregiato ciclo di affreschi risalenti al XIII secolo, voluto da Papa Niccolò III (1277-1280), gli affreschi sono un’alta testimonianza dell’arte italiana della fine del ‘200. Seguendo un ordine ben preciso gli affreschi sono sistemati nella parte superiore della cappella;  troviamo raffigurati i Santi, i quali sono inseriti all’interno di nicchie composte da sottili colonne tortili su cui poggiano delle arcate trilobate, al di sopra trovano posto delle scene istoriate le quali mostrano: Papa Niccolò III tra i Santi Pietro e Paolo che offre il modello della cappella; Cristo in trono; la Crocifissione di San Pietro; la decapitazione di San Paolo; la lapidazione di Santo Stefano; il martirio dei santi Nicola ed Agnese; nelle vele della volta ritroviamo i quattro evangelisti.

Il ciclo di affreschi si lega al soggiorno di Cimabue a Roma, è certificata la presenza del maestro fiorentino nella città eterna da un atto notarile del 1272, oggi non resta nulla dell’impronta del maestro fiorentino nella capitale, ma certamente gli affreschi presenti nella cappella risentono dell’influenza cimabuesca. Il voler raccontare questi episodi ricade senz’altro sulla volontà di rilanciare la tradizione apostolica, ovvero col fine politico di riconfermare la base su cui regge l’autorità papale.