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Lezioni d’Arte – Silvestro Lega e la società post-unitaria

Silvestro Lega,  Il pergolato (1868) – Olio su tela Pinacoteca di Brera, Milano
Silvestro Lega, Il pergolato (1868) – Olio su tela
Pinacoteca di Brera, Milano

Le opere d’arte hanno un potere quasi magico: sono delle finestre aperte sulla storia, spesso fondamentali per conoscere gli usi ed i costumi del passato oltre alle fonti scritte.

Nella seconda metà dell’800 l’Italia è nell’occhio del ciclone: uno dei più bei periodi della storia nazionale è alle porte, siamo negli anni del Risorgimento e dell’Unità d’Italia, e c’è un gruppo di pittori che racconterà questo momento storico osservandolo da varie angolature, soprattutto la fase post-unitaria, prediletta da questi artisti. Silvestro Lega (Modigliana, 8 dicembre 1826 – Firenze, 21 novembre 1895) è uno di loro: il pittore toscano, fra i maggiori esponenti del movimento dei Macchiaioli, sarà il nostro tramite con questo spaccato di storia italiana. Fra le sue opere più importanti c’è senz’altro Il pergolato, un olio su tela realizzato nel 1868, oggi conservato a Milano presso la Pinacoteca di Brera.

È una bella giornata, il sole è forte e riscalda gli ambienti, forse sono i primi giorni d’estate. La natura è viva di nuovo dopo il lungo inverno ed inizia a risplendere. Viene percepito dall’osservatore un certo calore emanato dall’opera, ovvero quella sensazione non soltanto legata alla natura e al clima, bensì all’impressione umana: quel calore che echeggia fra le donne sedute sotto al pergolato. Le protagoniste dell’opera non interagiscono fra loro, forse inizieranno a fare comunella quando giungerà il caffè che la cameriera sta per portare, mentre la bimba in secondo piano ingenuamente e con espressività racconta una storia. Silvestro Lega coglie il momento giusto, riporta sulla tela una pacifica scena di vita quotidiana vissuta da un gruppo di semplici donne della borghesia e ci racconta quelle atmosfere ovattate tramite le celebri “macchie” di colore, marchio di fabbrica del suo movimento. Lega, come i tutti “pittori di macchia”, rifiuta gli schemi figurativi accademici, va controcorrente affidandosi alla sensazione visiva, riportata su tela attraverso i colori: il pittore coglie l’effetto cromatico di ciò che sta osservando e lo traduce sul supporto.

Il pergolato ha un ottimo equilibrio ed è la dimostrazione della formazione accademica di Silvestro Lega, che portò il pittore alla conoscenza ottimale della prospettiva e dell’anatomia dei corpi. L’artista nella colorazione passa dai toni scuri ai toni accessi, dal marrone al grigio al rosso, senza mai creare contrasti netti: tutto è ben amalgamato e i contorni delle figure, tanto odiati dai Macchiaioli, non esistono. Il colore si fonde in un continuum.

Le opere di Silvestro Lega sono delle testimonianze preziose dell’Italia in età giovanile, di un’Italia ancora da costruire e di quella borghesia che gettò le basi di quella che governò la società italiana per tutto il XX secolo.

FONTE ARTICOLO (http://www.artspecialday.com/9art/2016/04/30/lezioni-darte-silvestro-lega-la-societa-post-unitaria/)

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