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La Danza di Jean-Baptiste Carpeaux

Siamo negli anni della Francia di Napoleone III e Parigi cambia volto, l’imperatore vuole fare della capitale un museo a cielo aperto, le gradi opere architettoniche fanno spazio alla scultura; c’è la piena volontà di investire nella decorazione di opere celebrative, le quali, anche se in maniera leggera, oltre alla bellezza artistica trasmettono il puro messaggio propagandistico.

Negli anni del secondo impero opera Jean-Baptiste Carpeaux (Valenciennes, 11 maggio 1825 – Courbevoie, 12 ottobre 1875), scultore noto per le opere dal carattere energico e realistico. Si forma inizialmente presso lo studio di François Rude, ma la vera istruzione la riceve frequentando l’Accademia delle Belle Arti, in questi anni di formazione soggiorna a Roma, nella città eterna entra in contatto e fa sua la lezione del Barocco, sarà stata l’energia delle opere di Bernini e Borromini a dare inizio alla novità.

Il panorama scultoreo di quegli anni segue dei precisi canoni, ricordiamo che si viene fuori dalla grande stagione neoclassica, Carpeaux si lascia alle spalle questa esperienza per avviarne un’altra.

L’opera di assoluta grandezza che riassume il su linguaggio stilistico è La Danza, datata 1869 e conservata presso il Musée d’Orsay di Parigi. Si tratta di un altorilievo in pietra e fu realizzato per la decorazione della facciata dell’Operà Garnier. L’opera  esce fuori totalmente dagli schemi classici, Carpeaux oramai naviga verso altri orizzonti; osservando l’opera notiamo subito la figura maschile festosa, rappresentata in movimento e con le braccia in aria, intorno all’uomo, delle giovani donne a cerchio danzano.

La danza, 1869, Musée d’Orsay, Parigi

Non c’è più la delicatezza della passata statuaria neoclassica, quì invece c’è il superamento di ogni limite, la gestualità non è più contenuta ma aperta, quì l’istinto ha trionfato sulla ragione, il maestro nei movimenti riesce a riassumere il sentimenti di libertà e di allegria che avvolgono l’uomo mentre è preso dalla danza sfrenata. Ma questo senso di libertà, bella e spigliata, non piacque al gusto dell’epoca e suscitò scalpore; ma oramai la medaglia era stata rovesciata, il realismo aveva preso piede.

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