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La Pentecoste in una miniatura

Oggi attraverso l’arte cercheremo di osservare da vicino la festa della Pentecoste, non ci inoltreremo nell’aspetto religioso, ma lasceremo parlare l’arte. La fonte principale, la base su cui poggia la produzione artistica è il racconto narrato negli Atti degli Apostoli, che fa:

<<…Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi…>>; alla sola lettura la nostra mente riesce a ricostruire l’episodio, ma un’opera d’arte riesce a rendere ancor più chiara l’idea.

Tiriamo subito in ballo i Fratelli Limbourg, abili miniatori olandesi vissuti fra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo. Nel loro celebre capolavoro, ovvero il codice miniato meglio conosciuto come Très Riches Heures du Duc de Berry, risalente al primo decennio del ‘400, troviamo raffigurato l’episodio sacro della Pentecoste.

Pentecoste, miniatura presente nel Les Très Riches Heures du duc de Berry
Pentecoste, miniatura presente nel Les Très Riches Heures du duc de Berry.

La miniatura ci apre subito sul momento chiave, ovvero la discesa dello Spirito Santo, il quale è posizionato in alto sotto forma di colomba, dalla quale escono fuori i raggi di luce, che raggiungono la parte sottostante. In basso, posizionati in cerchio, gli apostoli inginocchiati e sistemati lungo i due bracci , con la Vergine Maria al centro, la quale unisce le due parti; altre persone, poste in secondo piano, assistono all’episodio. Tutti hanno le mani giunte e guardano verso l’alto, con la sola eccezione dell’uomo in primo piano a sinistra, che ha la mano destra posata sul ginocchio e con la sinistra si copre la vista. Possiamo notare un pò di realismo attraverso la sacra luce riflessa sulle vesti dei presenti.

Il tutto si svolge all’interno di una struttura di gusto gotico, le colonne che reggono la struttura hanno all’interno delle nicchie in cui sono poste delle statue, ricordano i portali delle cattedrali gotiche, ed inoltre risalta agli occhi il fregio, che corre in alto da sinistra a destra decorato con motivi floreali e circolari, al centro della struttura troviamo la conciglia, simbolo di rinascita. I colori mettono in evidenza le vesti pregiate indossate dai personaggi e donano il senso di regalità alla scena.

Tutto sembra ricavato in uno spazio piccolo, osservando la pavimentazione ci accorgiamo subito che è in atto un attenta ricerca spaziale, la quale risulta affidata ancora all’intuito e non a precise regole matematiche; il racconto è racchiuso in una cornice dorata che riprende i motivi decorativi presenti nella stanza in cui si apre il racconto. Il senso della ricchezza, questo particolare mette in rilievo l’alta committenza, in questo caso si parla dal Duca di Berry Giovanni di Valois; questo si aggiunge all’abile maestria dei miniatori, autori di un’opera carica di bellezza e simbologia.

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