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Lezioni d’Arte – La Die Brücke, filtro dell’interiorità

La cultura grafica tedesca, nei primi anni del ‘900, era tanto radicata e consolidata da estendere i suoi confini al panorama figurativo, specialmente quello pittorico, poggiato su una base solida, costituita dalle ricche esperienze del secolo passato: pensiamo alla stagione della pittura romantica con Caspar David Friedrich, oppure a quella realista o ancora al singolare caso dei Pittori Nazareni.

Questa storia ha origine nella Germania Imperiale di Guglielmo II ed è la storia di individui aperti al confronto artistico, alla maturazione, alla conoscenza, nel giugno del 1905 a Dresda nasce l’avanguardia tedesca, che tutti conosciamo come Die Brücke.

Karl Schmidt-Rottluff – Ragazza allo specchio (1915)
Karl Schmidt-Rottluff – Ragazza allo specchio (1915)

A costituire questo gruppo sono dei giovani volenterosi: Ernst Ludwing Kirchner (1880 – 1938), Erich Heckel (1883 –1970), Karl Schmidt-Rottluff (1884 – 1976) e Fritz Bleyl (1880-1966), mentre successivamente si accostarono Emile Nolde (1867 – 1956) e Max Pechstein (1881 –1955). Tutti loro avevano un chiaro obiettivo: aprire l’orizzonte artistico tedesco. Sin dal principio questi giovani pittori lanciano il loro messaggio attraverso l’emblematico nome del gruppo Die Brücke, che tradotto vuol dire il ponte: proprio nella stessa maniera della struttura architettonica, il gruppo diventa il collegamento fra il passato pittorico e quello futuro.

Emil Nolde, Crocifissione, 1911-1912, Seebull, Germania, Nolde Stiftung (1)
Emil Nolde, Crocifissione, 1911-1912

La base di partenza è l’eredità romantica che pose in una posizione di rilievo la sfera sentimentale ed interiore. Il linguaggio figurativo dunque riflette questo pensiero guida e i pittori rifiutarono i canoni accademici, preferndo il linguaggio dei maestri post-impressionisti come Gauguin, Ensor, Van Gogh: ai nostri occhi si apre l’esperienza della pittura espressionista.

Riuscire ad interpretare e a dare voce alla parte nascosta di ogni individuo è il compito che spetta dunque al pittore, che dovrà cogliere attentamente ogni singolo particolare elanciare messaggi chiari attraverso il solo strumento della pennellata.

Nelle tele espressioniste le figure sono esili e sintetiche, marcate da una spessa linea di contorno, e i colori variano: da una tonalità scura si passa in poco tempo alla tonalità accesa e questo contrasto è la voce dei sentimenti che il pittore sente e porta su tela. Gli artisti guardano alla società che li circonda, colgono la parte nascosta della vita di tutti i giorni e i pittori della Die Brücke saranno i primi a cogliere la falsità regnante nella società tedesca, riportando con abile maestria i frutti prodotti da questa illusione di benessere, impostata su dei falsi miti.

Fonte Articolo (www.artspecialday.com/9art/2016/05/14/lezioni-darte-la-die-brucke-filtro-dellinteriorita/)

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