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Brevemente l’arte: Il Bacio di Brancusi

Diceva un mio vecchio prof di storia dell’arte:<<…guarda Brancusi e vivi l’atmosfera primitiva..>>, chiaramente non capivo il nesso e soprattutto non sapevo dell’esistenza di Costantin Brancusi, poi un giorno, in quarto superiore, comprai una rivista con allegata una piccola monografia sullo scultore rumeno, iniziai a fare luce sulla vita e sulla produzione di quasto abile scalpellino.

Costantin Brancusi (Peștișani, 19 febbraio 1876 – Parigi, 16 marzo 1957), è fra i maggiori scultori del ‘900, la su esperienza artistica si lega a quella di molti altri artisti che in quegli anni operavano a Parigi. Brancusi si forma a Cracovia presso la Scuola d’Arte e Mestieri, per poi passare all’Accademia di Bucarest; ma la vera identità artistica viene fuori a Parigi, città finestra per quanto concerne le novità artistiche, Brancusi approda nella capitale francese agli inizi del ‘900, frequenta l’atelier di Rodin e scopre la cultura figurativa dell’Africa, dunque Brancusi crea il primo contatto con il primitivismo.

E’ attratto dalla cutura figurativa africana, questa diviene non solo fonte d’ispirazione ma anche la base solida su cui poter poggiare l’idea dell’opera, Brancusi è attratto dalla forma semplice e sintetica, dalle figure prive da ogni forma di bizzarria.

Un esempio è Il Bacio, opera risalente al 1907, osservando quest’opera noteremo subito il sintetismo, a primo impatto vedremo solo un blocco di pietra di forma rettangolare, definito attraverso delle incisioni, ma nonostante il sintetismo e geometrizzazione. Brancusi riesce ad interpretare la forza del sentimento dell’amore, i due sono posti l’uno difronte l’altro, le due teste si toccano, le due protuberanze orizzontale, poste a metà del blocco, non sono altro che le braccia, i due si stringono nell’unione sentimentale.

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