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Cima da Conegliano: natura e fede

Spesso, ci capita di osservare opere con tematica sacra, inserite in paesaggi capestri, possiamo constatare dunque il rapporto fra la fede, narrata attraverso l’episodio e il creato, messo in mostra dallo scorcio naturale.

Questa peculiarità è presente in diverse opere di pittori del ‘400 e ‘500, ma in particolar modo è viva nel gusto dei pittori di area veneta. E’ il caso di Giovanni Battista Cima (Conegliano 1459/60 – Conegliano 1517/18), meglio noto come Cima di Conegliano; la critica lo inserisce fra i maggiori pittori veneti del XVI secolo, durante la sua carriera, vissuta anche oltre i confini della Serenissima, ha esportato fuori il gusto pittorico veneto.

Fra le opere più significative c’è la Madonna col bambino, un olio su tavola, realizzato intorno al 1500, oggi conservata presso il National Museum of Wales di Cardiff.

La Vergine è seduta su una base in marmo, con la mano destra, posta dietro la spalla e con quella di sinistra sotto il piccolo piede, adagia il fanciullo sulle sue gambe. Maria china il capo sul bambino, con il gesto delle mani sembra offrire il proprio figlio, dunque questo particolare, possiamo interpretarlo come allusione al sacrificio cristologico: Gesù è stato concepito per la salvezza dell’umanità. La Vergine indossa una veste, stretta in vita, di colore rosso, coperta da un manto di colore blu, inoltre, indossa sul capo un velo bianco. Anche i colori rimarcano il messaggio cristologico, il rosso allude al sacrificio di Cristo, il blu alla chiesa, Maria dunque è l’anello di congiunzione fra la missione di salvezza e il frutto della missione.

Dietro, in profondità, si apre uno scorcio campestre, Cima di Conegliano cura ogni singolo particolare, il verde, la collina, l’altura nell’estrema profondità di destra, inserisce anche un corso d’acqua e un cavaliere a cavallo; il pittore non ferma il corso del creato difronte alla sacralità. I colori sono luminosi, il gioco di luci ed ombre, modella i corpi rendendoli reali. Tutto è curato al minimo dettaglio, questo un po’ ci ricorda la minuziosità fiamminga, presente non solo nella tecnica, ma anche nella cura delll’abbigliamento della Madonna.

Le figure ed il creato sono accostate con equilibrio, nessuno prevale sull’altro, questo perché a sovraintendere c’è un’armonia di natura divina.

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