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La danza di Matisse

Non scrivo da un  mese, un po’ per via del tempo limitato in tutto, un po’ per sconforto, perché stufo di osservare il corso non meritocratico delle cose. Oggi riprendo e lo voglio fare in maniera sorridente, vorrei parlarvi di Matisse, dei suoi colori e della bellezza presente nelle sue composizioni.

 La danza, 1909-1910, olio su tela, 260×391 cm, Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo
La danza, 1909-1910, olio su tela, 260×391 cm, Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo

Henri Matisse (Le Cateau-Cambrésis, 31 dicembre 1869 – Nizza, 3 novembre 1954), non è il pittore qualunque, cresciuto solo con la semplice vena artistica, Matisse è stata la porta per il futuro della pittura, vi invito a guardare in avanti e soprattutto a pensare al di la della singola apparenza, dico questo perché, se vogliamo conoscere la pittura di Matisse, non possiamo discostarci da questo modo di pensare. Ripartendo con un sorriso entriamo nella mente del pittore attraverso l’opera intitolata La danza, realizzata intorno al 1909 ed il 1910 e conseravat presso l’Ermitage di San Pietroburgo.

Henri mentre dipinge non si limita a cogliere l’effetto cromatico, va oltre, trasporta sulla tela la gioia vitale presente nel suo animo interiore, i colori ci illustrano queste due componenti, questi vanno a rimpire la forma sintetica, definita solo da una linea nera di contorno; è il linguaggio fauves.

Cinque figure umane danzano tenendosi per mano, si muovono in senso circolare, partecipando al moto anche con il corpo. Le figure sono semplici ed essenziali nelle forme, non è rivolta una particolare attenzione all’anatomia, in quanto essa è ridotta a delle semplici linee nere poste sui corpi; le figure vengono avvolte da un colore irreale, forte nella tonalità, diverso solo nella capigliatura. Tutto si svolge su uno sfondo blu e verde, tinte più scure, che danno origine ad un contrasto fra colori e che mettono ancor più in risalto l’azione danzante

Tutto appare come in una visione onirica, chiaramente Matisse guarda all’azione dell’uomo, accostando la sfera emozionale personale; lui intravede nella danza una grande forza, capace di unire gli uomini, se riflettiamo bene ed osserviamo l’opera ritroviamo la piena realizzazione di questo pensiero. Nonostante la violazione di tutti i canoni classici, l’opera è ben equilibrata e regala armonia e gioia allo spirito di chi la osserva.

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