Duchamp – Fantasia e colpo d’occhio

di Domenico Ble

Nella pellicola Amici Miei di Mario Monicelli, alla domanda:<< Cos'è il Genio? >>, equivale la risposta:<< è fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione >>. Sostanzialmente è così. Il genio non è colui che riesce in tutto, ma genio è colui che all’ordine sovrappone un nuovo ordine, nella genialità risiede la volontà di cambiare le cose.

Marcel Duchamp è un genio del ‘900, potremmo considerarlo artista dei due mondi, ha vissuto in pieno il suo tempo ed ha rimescolato le carte in tavola, dando inizio ad una nuova era. Nasce nel 1877, ma la sua prima formazione artistica avviene all’Accademia Julian di Parigi, in questi anni si accosta al linguaggio futurista e cubista, le due maggiori avanguardie attive nella capitale francese.

Nudo che scende le scale n.2 - 1912
Nudo che scende le scale n.2 – 1912

La vera vocazione artistica di Duchamp esce fuori nella seconda metà degli anni ’10, intanto, nell’altro mondo, negli Stati Uniti, iniziano a subentrare i nuovi linguaggi artistici figurativi presenti in Europa, parliamo delle Avanguardie, propio nel 1913 a New York viene inaugurata l’Armory Show, è l’esposizione che emancipa il panorama artistico statunitense, finalmente le porte sono spalancate alle innovazioni.
Fra le opere di artisti statunitensi, trovano posto opere di artisti europei, ci sono i cubisti, le pitture fauves, Matisse, gli impressionisti ed i post-impressionisti, Gauguin, Van Gogh e anche Duchamp, nell’occasione viene esposta l’opera intitolata Nudo che scende le scale, opera vicina allo stile cubista. L’Armory Show segna un nuovo inizio, oltre a creare scalpore.

Ruota di bicicletta - 1913
Ruota di bicicletta – 1913

E’ la prima, in senso grandioso, comparsa di Duchamp, da questo momento si parlerà di lui ovunque, in Europa ma soprattutto in America. Si tratta di un’artista eccentrico, molto stravagante, il suo agire artistico lo avvicina al filone dadaista, a quel movimento artistico dove l’irrazionalità e la casualità sono le fondamenta.

Fontana – 1917

La guerra strazia l’Europa, in molti fuggono e Duchamp nel 1915 approda negli Usa, al suo arrivo la fama lo precede, egli è il sommo maestro, è l’anima che può definitivamente inoltrare il cambiamento nel panorama artistico statunitense.
Sono gli anni di un nuovo linguaggio artistico, la realtà circostante non solo ispira ma aiuta anche a costituire il manufatto artistico, Duchamp adopera il Ready-Made, ovvero preleva oggetti dalla realtà, trasportandoli nella dimensione artistica. Opere come Ruota di Bicicletta, Fontana, sono il frutto di tale ricerca. La prima è una ruota con l’asse posto su uno sgabello, la seconda vede un orinatoio capovolto; opere, queste, prive di gusto artistico, ma a Duchamp importa solo il simbolo.

Duchamp a New York è introdotto nell’ambiente culturale sin da subito, frequenta la Galleria 291 di Alfred Stieglitz, ma soprattutto il grosso contributo lo ottiene nel salotto dei coniugi Arensberg, grandi collezionisti della New York degli anni ’20; qui ha modo di conoscere Man Ray e Francis Picabia, assieme a loro trasporterà l’esperienza dadaista negli Usa.
Duchamp è un colosso dell’arte del XX secolo, lui è un innovatore, ma soprattutto un gran fomentatore artistico.

Precedente Dentro l'opera di Bramantino - La Crocifissione Successivo Innamorati in verde di Chagall