Buon compleanno Ugo!

E’ una di quelle figure che resta impressa nelle mente di ogni giovane, non basterebbero le pagine di un libro per raccontare la sua unica ed inimitabile vita. I suoi occhi emozionati hanno sperato nel mito di Napoleone, ma alla stessa velocità del batitto di ciglia, quel mito salvatore divenne traditore. Il volontario esilio, forte nel dolore e comune a quello di Jacopo Ortis, non allontanò mai il suo amore per la patria. E poi il primo romantico non si scorda mai!
Gli auguriamo buon compleanno così.

Il mio tempo

Chi medita fra ‘l tacito
Saggio orrore di grotte,
E di Giob su le pagine
Tragge vigile nette,
E chi in ribrezzo fugge
Donde la colpa rugge?

Guai guai! d’ira e giustizia
Il Lione passeggia,
Le zampe e i labbri insanguina
Entro splendida reggia, 10
E all’universo folle
Un regicidio estolle.

Tutto imperversa: ingemina
Il nitrir de’ cavalli,
Mentre fra bronzi orrisoni
Rimbombano i timballi,
E infuriata guerra
Cittadi sfianca e atterra

Ma qual candida Vergine
In puro ammanto ascosa
Fra gli orrori dell’eremo
In grembo a Dio riposa,
E il volto ingenuo copre
Rimpetto a orribil opre!

Vien meco, o Eletta, a piangere
Il soqquadrato mondo,
Ch’ode gli eterei fulmini,
E corre furibondo
A trar suoi giorni eterni
Ne’ spalancati averni:
Vieni; e stringendo in lagrime
L’insanguinata Croce,
A Dio manda fra ‘1 gemito
Pietosa innocua voce,
Mentr’io per l’erbe intanto
Di terror spargo un canto.

Vedilo! È Dio che l’aere
Sol con un braccio occupa,
Ed accigliato spazia
Entro tuonante e cupa
Carca di piaghe nube,
Mentre ai fulmini jube.

Forse avverrà che al flebile
Suono di tue parole
A noi s’apra più splendido
Di sua pietade il sole,
E dall’olimpio trono
Spanda mite perdono.

Già di sterminio l’Angelo
Su Morte accavalcato
Punìa dell’empia Ninive
Il delitto ostinato;
Già vibrava furente
Su lei brando rovete;

Ma al suol sparsa di cenere
Penitenza prostrosse,
E squallida di Jehova
L’augusta ira rimosse,
Ed arrestò la mano
Al feritor sovrano.

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