Le fil rouge: La Follia

di Marika Piccinni

The Babadook

Il filo rosso che lega le due opere di cui vi parlo oggi è la “Follia”, e per parlarvene parto da un film recentissimo, del 2014.
Si tratta dell’horror “The Babadook”, opera prima della regista australiana Jennifer Kent.
Protagonista è Amelia (Essie Davis) che dopo la morte di suo marito (a causa di un incidente stradale) cresce suo figlio Samuel completamente da sola.
E’ proprio il ragazzino a dare il via con i suoi squilibri mentali alla vicenda; è infatti convinto che un mostro perseguiti lui e sua madre e quando questa gli legge la storia su un essere chiamato “Babadook”, Samuel afferma che è proprio la creatura ritratta in quel libro a tormentare la sua famiglia.
Da quel momento le cose peggiorano. Sembra che i disturbi del bambino si spostino lentamente nella mente della madre. Amelia comincia a soffrire di allucinazioni visive e uditive; la notte sente strani rumori e vede l’ombra del Babadook seguirla e spiarla ogni giorno, inquietante e minacciosa.

Ogni minuto che passa del film è una discesa verso un livello più profondo e soffocante di follia, perché ciò che il Mostro chiede è davvero un prezzo molto alto; vuole la vita di Samuel e tormenterà Amelia tanto da spingerla, ormai delirante, ad ammazzare il suo cane e a tentare di fare del male a suo figlio.
Un’opera che descrive molto bene, sebbene sia un horror, il progredire di un disturbo mentale e lo fa in maniera chiara ma soprattutto disturbante.

Am I going crazy?

Una buona dose di follia è contenuta anche nel quarto album dei Korn, noto gruppo nu metal.
Pubblicato nel 16 novembre 1999, “Issues” è il secondo album più venduto della band.
La traccia presa in esame è uno dei cinque interludi contenuti nel lavoro, il numero 9, “Am I going Crazy?” (“Sto impazzendo?”).
La particolarità di questo pezzo volutamente spettrale è data dai suoni al contrario: essi ci rivelano infatti che se messo in backwards l’interludio è identico alla versione originale.

Il testo è composto da poche e significative frasi cantate e bisbigliate dalla voce disturbante di Jonathan Davis: “Sto impazzendo? Sono troppo perso per affrontare tutto questo? Cosa dovrò fare per scappare? Nulla va bene…ho così tanta paura..”

Il connubio tra musica e parole ci introduce così in una spirale ossessiva da cui non è possibile uscire, né correndo in una direzione (la versione originale), né nell’altra (il reverse).
Un loop di follia e disperazione che dura un minuto.

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