Rampolli Reali: Giuliano de’ Medici

di Domenico Ble

Oggi apriamo una nuova rubrica parlando dei rampolli delle casate reali, chiaramente ci soffermeremo sui nomi che hanno riempito il mondo dell’arte, oggi come inizio parleremo della famiglia Medici di Firenze, mecenati per eccellenza e fra i maggiori fautori della primavera artistica del Rinascimento;
ovviamente non lo faremo in maniera generale, ma ci soffermeremo su un membro di essa, magari collegando opere in cui è ritratto, in questo modo ci renderemo conto del peso, non solo politico, che l’uomo ricopriva nella società.

Giuliano de'Medici in giovane età, particolare presente nel ciclo di affreschi situato nella Cappella Medici-Ricciardi di Firenze, realizzato da Benozzo Gozzoli nel 1459

Giuliano de’Medici in giovane età, particolare presente nel ciclo di affreschi situato nella Cappella Medici-Ricciardi di Firenze, realizzato da Benozzo Gozzoli.

Giuliano de’ Medici, nato nel 1453 e figlio di Piero il Gottoso e Lucrezia Tornabuoni, nonchè fratello minore di Lorenzo. Ebbe un’ampia educazione culturale, giusta per un futuro sovrano. Alla morte del padre, assieme al fratello Lorenzo, divenne il vertice della signoria fiorentina e proprio qui vediamo un Giuliano differente rispetto a Lorenzo, quasi potremmo dire due figure di sovrani differenti, ovvero, Lorenzo più dedito agli affari della signoria, alla politica e non a caso ciò gli fece guadagnare l’appellativo di “ago della bilancia della politica italiana”, invece Giuliano ci viene narrato dalle fonti come un sovrano raffinato e dedito alle arti.
Angelo Poliziano, poeta che ruotava intorno alla corte medicea, nella sua opera Le stanze per la giostra, descrive bene la figura di Giuliano come persona piena di cultura, il principe stesso finanziava artisti con i quali stingeva rapporti di amicizia.

Ma spesso la fama e l’abilità governativa crea negli avversari l’aspro sentimento dell’invidia, Giuliano e Lorenzo in Firenze, ma ancor di più fuori, oltre ad essere amati erano ancor di più odiati. Nel 1478, in Santa Maria del Fiore fu consumata la famosa congiura dei Pazzi, un vero attentato in cui perse la vita Giuliano.
Il tragico evento scosse tutta Firenze e scatenò l’ira di Lorenzo.

Sandro Botticelli, Ritratto di Giuliano de’ Medici, 1478/80, Staatliche Museen, Berlino.

Alla figura di Giuliano, nello specifico alla tragedia, si lega l’esperienza di Sandro Botticelli in modo al quanto insolito, si narra che il maestro fu incaricato dalla signoria nel realizzare un’opera raffigurante Giuliano ancora in vita, ma Botticelli non si limita a riportare il principe nel suo splendore, con la capigliatura arruffata, aulico nella posa e nel vestire.
Il maestro ne realizza tre copie dello stesso ritratto, solo che la critica non è riuscita a capire pienamente se risalgono al periodo a quando Giuliano era in vita o dopo la tragedia, il lavoro per decifrare ciò è racchiuso in particolari secondari ma importanti come: la finestra alle spalle metà aperta e metà chiusa allusione del passaggio dalla vita terrena a quella celeste, oppure, il capo chino con gli occhi semi chiusi.

Sandro Botticelli, Ritratto di Giuliano de’ Medici, 1478/80

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