Qualcosa su Properzia, scultrice nascosta

<<…giovane virtuosa, non solamente nelle cose di casa, come l’altre, ma infinite scienze che non che le donne, ma tutti gli uomini ebbero invidia..>> Così Giorgio Vasari ci introduce Properzia De’ Rossi da Bologna.
L’arte rinascimentale non è solo piena di illustri pittori e scultori, dunque è giusto ricordare il valore della figura femminile, di secondo piano in quei tempi, ma presente.

Properzia de’ Rossi vive fra il 1490 ed il 1530, donna di bell’aspetto, scultrice bolognese con la vena artistica sin in tenera età;
il Vasari nelle Vite riporta la grande abilità manuale, che Properzia, già in età infantile mostrava nel lavorare ed in noccioli di pesche. Sempre secondo il Vasari, Properzia partecipò ai lavori all’ornamento delle porte di San Petronio.
La sua maestria nasce nella bottega di Marc’Antonio Raimondi e crebbe negli anni e in Bologna la fama di grande artista si diffuse notevolmente, lo stesso Papa Clemente VII volle servirsi della sua arte ma non ne ebbe l’onore perché Properzia de’ Rossi morì.

Annunciazione di Properzia de’ Rossi, conservata nel Museo Civico Medievale di Bologna

Il Vasari nel pronunciarla centra nel segno paragonandola a alle donne che nel corso dei secoli si sono fatte spazio, in società maschiliste, con la forza delle doti. Properzia apre una dolce parentesi nel panorama artistico del ‘500 italiano

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