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Quando il potere si serve dell’arte

di Domenico Ble

L’arte ha dato voce ad una miriade di cose, attraverso di essa parla l’interiorità, la cultura popolare, ogni singola sfaccettatura dell’uomo. Certamente l’arte ha reso grandi gli uomini, avere un buon artista a corte o per le mani era segno di grandezza, dava prestigio alla cerchia;
basta pensare alla corti di Lorenzo il Magnifico, di Federico Gonzaga, alle corti di ogni singolo Pontefice.

Carlo V a cavallo
Carlo V a cavallo

Il connubio fra arte e impero, un legame saldo duraturo originatosi fra i fasti delle prime civiltà e che ancora oggi (anche se i soggetti sono cambiati) persiste. Giosia re di Giuda restaurò il Tempio di Gerusalemme, Pericle, Marco Aurelio, Costantino, fecero conoscere al mondo la maestosità della loro potere, mascherandolo come di origine divina. I pontefici resero grande Roma, le famiglie signorili impostarono una cultura che risvegliasse gli animi, ma che al contempo parlasse di loro. Napoleone vi prese gusto, tanto da farsi ritrarre come una divinità olimpica.

Papa Leone X
Papa Leone X

Il grande merito va agli innumerevoli artisti che attraverso la loro creatività hanno reso unici e irripetibili tutti i loro soggetti, molte volte lasciando trapelare i fattori nascosti dei committenti, come per esempio i difetti, però tutto sempre attraverso allusioni.

Napoleone Bonaparte
Napoleone Bonaparte
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