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Francesco in una pittura fiamminga

di Domenico Ble

“…Pregando il beato Francesco sul fianco del monte della Verna, vide Cristo in aspetto di Serafino crocefisso; il quale gl’impresse nelle mani e nei piedi e anche nel fianco destro le stimmate della Croce dello stesso Signore Nostro Gesù Cristo..”

San Bonaventura nella Legenda Maior con queste parole racconta l’episodio della recezione delle stimmate; da Giotto a Guercino e tanti altri artisti hanno immortalato pittoricamente quest’episodio della vita del poverello di Assisi, cercando riportare fedelmente ogni particolare senza tralasciare l’importanza di ognuno di essi.
Oggi analizziamo l’opera del pittore fiammingo Jan van Eyck, anche lui realizza fra il 1428 e 29 un’opera con questo soggetto.

In ambiente aspro e roccioso, differente solo a centro nello sfondo dove si intravede una città con alle spalle delle montagne, il maestro inserisce l’episodio mistico del santo. Van Eyck rispetta fedelmente l’ambiente naturale roccioso ed arduo del monte della Verna, luogo prediletto da Francesco per la riflessione.
In primo piano sulla sinistra è raffigurato San Francesco, in ginocchio con le mani aperte in segno di ringraziamento verso il Cristo Serafico, posto in secondo piano in alto sulla destra. Accanto al poverello sulla destra Frate Leone dormiente.

Van Eyck da buon fiammingo si sofferma molto nella rappresentazione dei particolari, San Francesco è reso molto naturale non è per niente simile alle altre raffigurazioni in cui troviamo il marcato senso della santità, sottolineata dagli abbondanti fasci di luce e dall’aureola, anzi Van Eyck preferisce soffermarsi molto nella descrizione accurata delle ferite, veri simboli del divino.
E’ novità non ritrovare il Santo disteso in estasi ma forte e pieno della grazie divina.

La luce si scaglia sulla tinta marrone creando un’armonia ed un equilibrio che tiene uniti i personaggi con il paesaggio circostante. Il dipinto è un olio su pergamena su tavola, viene fatta risalire al periodo in cui soggiornò in Spagna, oggi è conservato presso il Philadelphia Museum of Art di Filadelfia.

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