Adamo ed Eva

Adamo ed Eva

di Domenico Ble

L’agostiniano Lutero nel 1517 affigge sul portone della Cattedrale di Ognissanti a Wittemberg le 95 tesi, accompagnando questo gesto, a dir poco rivoluzionario, con una discussione pubblica. Bisognava dire fine alla politica corrotta della Chiesa, si necessitava un cambio radicale di rotta. Lutero diviene il proclamatore del ritorno al cristianesimo d’origine, dalla Germania con grande rapidità in nuovo pensiero si espanse in tutta Europa. Una grande azione di Lutero fu la traduzione della Sacra Bibbia dal latino al tedesco e questo comportò l’accessibilità alla comprensione del testo ai non conoscitori del latino (lingua ufficiale della Chiesa Romana).

Spinte dalla nuova ideologia, l’arte ben presto portò i suoi primi frutti, diverse stampe satiriche ed allegoriche iniziarono a circolare, esse con un linguaggio popolaresco attaccavano e stuzzicavano la Chiesa Romana, l’istituzione papale. Autore fu Lucas Cranach il Vecchio:

Lucas Cranach in questa stampa allegorica rappresenta un asino in piedi con la postura umana e lo eleva al grado di Papa.

Lucas Cranach in questa stampa allegorica rappresenta un asino in piedi con la postura umana e lo eleva al grado di Papa.

Saranno questi opuscoli, con all’interno le allegorie anti-cattolice, a diffondere la teoria luterana.
Prosegue l’operato paterno, Lucas Cranach il Giovane, anche egli fu pittore ed esecutore di diverse opere cariche di allegorie, assimilatrici, queste, del pensiero riformatore di Lutero. Le opere non si perdono in raggiri, ma giungono subito al messaggio, narrano episodi biblici, rendendo accessibile a chi non ha basi intellettuali il messaggio divino. Lutero rifiuta l’eccessività esteriore dell’arte figurativa, egli vede in ciò un oltraggio alla miseria della gente che vive intorno, privilegia però l’importanza della funzione istruttiva dell’arte figurativa, egli ammette rappresentazioni di eventi biblici come: Adamo ed Eva e il peccato originale, il Diluvio Universale, La Crocifissione ed il Giudizio Universale. L’arte luterana è da considerarsi popolare, comprensibile a tutti, inoltre ha una duplice funzione: l’insegnamento e l’anti-cattolicesimo.

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di Domenico Ble

Alla natura dell’uomo è collegata la volontà di ricercare il confine del proprio limite, spingersi oltre, nella maniera più assoluta, annullando se stessi e facendo parlare la propria interiorità. Cosi amo riassumere Kandinskij, pittore, pilastro assoluto dell’arte del ‘900.

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Vassily amava ripeterlo sempre << La nostra anima si sta risvegliando da un lungo periodo di materialismo. >>, proprio fra queste si cela la radice della sua pittura, che non guarda, ma ascolta la voce nascosta nell’interiorità. Essa si esprime e grida nei colori, esplode nel movimento della pennellata, il pittore diviene funge da portavoce. Nel suo “Spirituale nell’arte” Kandinskij lo pronuncia chiaro, solo attraverso il colore con le sue tonalità è possibile raggiungere l’anima.

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<<..In generale il colore è un mezzo per influenzare direttamente un’anima. Il colore è il tasto. L’occhio è il martelletto. L’anima è un pianoforte con molte corde. L’artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l’anima. E’ chiaro che l’armonia dei colori è fondata solo su un principio: l’efficace contatto con l’anima. Questo fondamento si può definire principio della necessità interiore...>>

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di Domenico Ble

Margherita oppure Marina, era una giovinetta di Antiochia di Pisidia, venerata come vergine e martire dalla Chiesa d’Occidente e d’Oriente. Visse fra III e IV secolo e subi il martirio sotto il periodo dell’Imperatore Diocleziano.

Margherita ricevette sin da piccola una educazione cristiana, il prefetto Olibrio restò colpito dalla sua bellezza e pretese di prenderla con se, Margherita rifiutò la seduzione ed il prefetto la fece incarcerare in quanto cristiana.
In prigione subì ogni tipo di tortura umana, non mancò anche la seduzione demoniaca, gli apparve il maligno sotto forma di drago che la inghiottì, ma Margherita con la croce riusci a tagliare il ventre del drago, vincendo sul maligno. Margherita subì il martirio della decapitazione.

Santa Margherita d'Antiochia - Raffaello Sanzio

Ha suscitato grande popolarità nel medioevo, è menzionata come la santa protettrice delle partorienti. Nell’arte è rappresentata come una giovane ragazza, raffigurata con dei simboli legati a delle circostanze della sua vita, ovvero: la corona e la palma del martirio, il drago (simbolo del maligno) che lei vide in prigione, il Crocifisso, arma che gli permise si squarciare il ventre del drago e di trionfare sul demonio.

Santa Margherita uccide il drago