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Utrillo, anima in ricerca a Montmartre

di Domenico Ble

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Tempo fa guardando il film I colori dell’anima, incentrato sulla figura di Amedeo Modigliani, nel via vai di nomi celebri, citati nella pellicola, è rimasto impresso nella mia mente la Maurice Utrillo.
Maurice è francese, parigino di Montmartre, dunque nasce e cresce nel cuore pulsante della Parigi artistica. Figlio di Suzanne Valandon, modella francese, la preferita di molti pittori dell’epoca, e di Miquel Utrillo che ne riconobbe la paternità in un secondo momento, dunque il padre naturale di Maurice resta nell’ignoto.

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Una madre assente lo costrinse a vivere la sua infanzia con la nonna e in questo periodo iniziò a soffrire di crisi epilettiche, non visse una gioventù piena ma frastagliata, fatta di sofferenza, vista la malattia, e di oppressioni. Ci viene narrato che sua nonna non sapendo come agire alle forti crisi epilettiche somministrava come calmante del vino, causa che provocò la decadenza nell’alcolismo. Ma Maurice Utrillo aveva in se la perla del genio, il talento nella pittura, nonostante la sua infermità mentale, dipinse dei magnifici scorci urbani di Parigi, della sua Montmartre di ogni giorno. Nel 1910 la critica pose l’attenzione su di lui, nel 1920 il nome di Utrillo faceva il giro del globo. Nonostante la sua malattia si sposò nel 1935, morì a Dax nel 1955.

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